01/07/16

L'effetto del whitewashing hollywoodiano su una bambina.



Stasera mi è venuta voglia di raccontarvi una storia, più o meno. Voglio parlarvi di una situazione di cui mi sono resa del tutto conto solo recentemente, ma che mi ha illuminata sul come la mia vita - insieme a molte altre - sia stata condizionata inconsapevolmente per tutto questo tempo. Sono sicura che la maggior parte di voi conosca già il termine "whitewashing", ma nel caso contrario ve lo spiego lo stesso. Viene usato in modo diverso in diversi contesti, ma io vi voglio parlare del whitewashing all'interno del cinema e della televisione, e sostanzialmente significa che la maggior parte dei personaggi - se non tutti - sono caucasici - bianchi - e anche quelli che nella versione originale non lo erano - libro, fumetto - vengono fatti diventare tali. Se volete degli esempi specifici di questo fenomeno vi consiglio di cercarli altrove, perché quello che ho intenzione di fare in questo post non è un elenco - anche se magari nella furia qualche nome potrebbe scapparci... Benedict Cumberbatch, ti amo moltissimo ma sto guardando anche te. Quello che voglio fare in questo post, come ho accennato prima, è raccontarvi una storia. La storia di una bambina.

Chiameremo la bambina Shireen - come il personaggio del Trono di Spade, che fa sempre tenerezza. Shireen è nata in Italia da madre italiana e padre iraniano. Ha occhi castano scuro e capelli nerissimi, sopracciglia folte, pelle olivastra. Shireen ama guardare i cartoni, come tutti i bambini, e ama i libri. Ama la televisione, ama andare al cinema. Vorrebbe andare a Hogwarts, quando avrà undici anni, o diventare un'eroina, un cavaliere di draghi. Avere dei superpoteri. Non fa caso al fatto che nessuno dei suoi eroi le somigli - neanche lontanamente - ma fa caso al fatto che lei non somiglia a loro. E questo è già ben diverso.
Essere una bambina è una situazione di merda già di per sé, ne concorderete. Lo è se non si è amici di nessuno, se non si viene mai chiamati a giocare, se il ruolo di protagonista nella recita viene dato a qualcun altro perché ha i capelli biondi e gli occhi azzurri come Bianca - nonostante Bianca fatichi a ricordare le battute e non abbia voglia di partecipare. Shireen comincia a covare del risentimento, ma è comunque determinata a dare del suo meglio. La sua parte è quella della donnina araba, nel presepe, quando avrebbe voluto fare l'angelo. La sua parte è quella del fuoco nel caminetto, quando avrebbe voluto interpretare l'eroina che salvava tutti quanti. Le viene detto che deve muoversi e urlare, perché il fuoco fa questo. Perciò Shireen urla, che di urlare ne aveva comunque voglia già da un po'.
Dev'essere brutta, Shireen. Dev'essere brutta, altrimenti non si spiega. Devono essere brutti quei tratti somatici orientali, quei capelli neri, quella pelle olivastra, sennò li avrebbe qualcun altro a parte lei. Qualcuno di forte e valoroso, come l'eroina del suo libro fantasy preferito. Qualcuno di talentuoso, come la cantante i cui poster sono appesi dovunque sulle pareti della sua stanza. Perciò Shireen va a dormire e prega di svegliarsi diversa. Prega di svegliarsi canadese, come Avril Lavigne, dalla pelle rosea e i capelli biondo cenere.
Nessuno manca mai di ricordarle quanto è scura, o di sbagliare a pronunciare il suo nome senza neanche chiedere scusa. Nessuno manca mai di domandarle da dove viene, di prenderla in giro, di dirle che non va bene. I bambini sono crudeli, ma è davvero loro la colpa? È davvero loro, quando il mondo dimentica di mostrare loro che possono essere diverse, le persone, senza per questo essere meno?
Shireen è cresciuta con la convinzione di non poter fare niente, della sua vita, se non quello che gli altri si aspetterebbero. È cresciuta con l'idea di dover sempre adempiere a un ruolo secondario - la spalla, l'amica, la terza delle Totally Spies. La sua pelle detta la sua personalità, relegandola a ruoli specifici. È come la storia della Rowling che da piccola aveva gli occhiali e si era stancata di vedere i personaggi quattr'occhi sempre rappresentati come i secchioni di turno, per questo ha creato un Harry Potter che di secchione non ha proprio niente.

Shireen potrebbe essere chiunque, a dirla tutta. Potrei essere io, potresti essere tu che leggi questo post, potrebbe essere qualcuno che di questo blog non ha mai neanche sentito parlare. Potrebbe essere di tutt'altra nazionalità, di tutt'altro colore. Potrebbe non essere nessuno in particolare o potrebbe essere una persona specifica. Non cambierebbe niente.
Il fatto è che non ha alcun senso fare i capricci, piangere lacrime bianche e urlare al buonismo. È da ignoranti prendersela con un'Hermione nera o con la nuova companion del Dottore perché nel farlo, appunto, si ignora un'intera situazione che va cambiata. Va cambiata ora. Perché sembra stupido, me ne rendo conto. A ventun anni e passa sembra stupido aver bisogno di un eroe o di qualcuno in cui identificarsi, e lo è - perché ormai posso dire che quella fase l'ho superata, che per quanto riesco cerco di non vergognarmi di ciò che sono e di accettarmi come posso - nazionalità, colore della pelle e tutto - ma non sono io il problema. Io ormai sono andata, come lo siete anche voi. Il problema sono i miliardi di bambini che ancora hanno tempo per sentirsi accettati, per sentirsi parte di qualcosa. È a loro che dovremmo pensare quando ci incazziamo perché Hermione nera proprio non ci va giù, perché ce l'eravamo immaginata diversa e i nostri culetti puristi non possono sopportare un cambiamento così - OH - così importante. Pensiamo a cos'avrebbe provato Shireen se invece di essere iraniana fosse stata etiope e avesse scoperto di somigliare alla strega più brillante della sua età! 
Esatto, questo post va a finire così. Non ve l'aspettavate, eh? Questo post, scritto dalla Regina dell'Odio, fa a finire con un sonoro: PENSATE AI BAMBINIIIiHHH!!!11!1!!
Davvero, però, pensateci. Che sennò va a finire che non ci pensa nessuno.

Firmato: la vostra sorprendentemente materna HateQueen di quartiere.

P.S. Questa ero io da piccola, nel caso foste curiosi.
Il mio unico role-model era Mowgli, ai tempi, e direi che si vedeva. c:


 

8 commenti:

  1. Stando a contatto con i bambini posso dire che loro sono sinceri, o meglio non hanno freni, e se risultano essere cattivi o crudeli è solo per riflesso di tutto quello che li circonda, unito certo alla personalità che ognuno ha, indipendentemente da questo. Quando penso ad un bambino mi viene in mente il concetto di tabula rasa, da riempire con l'esperienza. Ecco dovremmo (come società) fare in modo che queste "tavolette" siano riempite con la conoscenza e non con l'ignoranza!
    Ho trovato la questione "Hermione" veramente assurda, al limite del ridicolo! E quello che mi chiedo è: "ma hanno letto veramente i libri?" La divisione tra babbani, purosangue e i mezzosangue, non è un caso, cacchio! Lo capirebbe anche un bambino, appunto! La stessa Hermione che "difendono" tanto viene presa di mira e viene insultata, esattamente come stanno facendo. C'è un messaggio di fondo che non hanno capito per niente! E per fortuna che i libri dovrebbero aprire la mente...

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    1. Infatti dai fan di Harry Potter mi sarei aspettata qualcosa di più, francamente.

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  2. Bel post Queen, hai ragione su tutto. E se posso dire da bambina eri assolutamente adorabile! ^o^

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  3. Mi sono perso il "caso" di Hermione (la gente ha decisamente bisogno di trovarsi degli hobbies). Quanto al post, concordo su tutto, complimenti 😊

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  4. Concordo su tutto, bel post!

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