23/12/16

Recensione: Dopo cinquecento anni; Valentina Capaldi

 
1508 d.c. 
Una serie di misteriose sparizioni e macabri omicidi terrorizzano gli abitanti di una città inglese. Una parola comincia a circolare sulla bocca di tutti: stregoneria. 
Rakgat è un demone sanguinario, privato dei suoi poteri dalla vendetta di una strega e condannato a vivere sulla Terra con il corpo di un essere umano. Tighe è un ragazzo, anch'egli vittima di un sortilegio, tramutato in un nano gobbo e deforme, costretto all'immortalità. 
Insieme affronteranno un viaggio lungo cinquecento anni, attraverso epoche e continenti diversi, alla ricerca dell'unico demone, il Guardiano degli Inferi, in grado di restituire i poteri a Rakgat. 
 
 
Titolo: Dopo cinquecento anni
Autore: Valentina Capaldi
Editore: Watson Edizioni
Pagine: 260 
Prezzo: 10 euro (cartaceo)
 
  

Buonasera, miei piccoli demoni. Quest'oggi ho intenzione di parlarvi di un libro molto soddisfacente che ho letto e che aspettavo di leggere da tanto, tanto tempo. Qualcosa come cinquecento anni - oh, oh, oh. Il libro in questione è stato scritto da Valentina Capaldi e pubblicato dalla Watson Edizioni, casa editrice che mi ha sempre affascinata per le tematiche sempre un po' horror/dark/grottesche di cui tratta. Questo è il primo libro che compro da loro, ma dubito fortemente che sarà l'ultimo. 
In alto ho deciso di trascrivervi la trama che ho trovato sul retro-copertina, piuttosto che quella sul sito, perché ho trovato che quella sul sito fosse un po'... spoilerosa. Quindi, ecco, se non l'avete ancora letta, secondo me non fatelo. Ma al diavolo tutte queste noiosissime premesse! Ancora devo capirla, quest'abitudine mortale che hanno gli umani di allungare sempre il brodo: come se avessero tempo da perdere, considerando l'esigua lunghezza delle loro vite! ...e niente, Rakgat mi ha contagiata con la sua stronzaggine. 

Quindi, ecco, a proposito di Rakgat, cominciamo col parlare dei personaggi - ma in particolare di LUI. IO MI SONO INNAMORATA di questo demone tramutato in umano sin dalle prime pagine. Perché è cattivo, irredimibilmente cattivo - nonostante dopo cinquecento anni di umanità cominci a comprendere qualcosa di più riguardo i sentimenti umani - e l'autrice non cerca di scusarlo in qualche modo. Non è un cattivo con un passato tormentato e un animo fragile nascosto sotto una corazza. È un demone, e tanto basta! Uccide con furia e classe al tempo stesso, e vaga per il mondo in incognito - o quasi - scuotendo la testa e sbuffando davanti alle abitudini degli umani che non riesce a comprendere - praticamente tutte, com'è giusto che sia. Per questo è costretto a trascinarsi dietro Tighe, che tratta come uno schiavo, ma che fondamentalmente è la sua balia, costretto a spiegargli ogni santa cosa e spesso e volentieri non riuscendoci troppo bene. In qualche modo, la Capaldi è riuscita a rendere adorabile un demone sanguinario attribuendogli gran parte dei comportamenti che sarebbero propri di un bambino - una sorta di ingenuità, una sorta di confusione, una sorta di capricciosità - e mi ha fatta sorridere spesso, leggendo gli scambi di battute di questa coppia atipica. Anche i personaggi secondari sono interessanti - pochi ma buoni - specialmente Coemgen, il demone illusore che i due incontrano durante la loro ricerca e che li aiuterà non poco, nella loro missione di ritrovare il Guardiano. 
Una piccola nota che non c'entra un cazzo: per metà del libro mi sono immaginata Rakgat come Peter Capaldi, nonostante la descrizione non abbia nulla a che fare con lui - viene infatti descritto come un ragazzo giovane e bello dai capelli molto chiari e gli occhi morti, ma il fatto che il libro sia della Capaldi e io abbia usato il segnalibro di Peter Capaldi per leggerlo mi ha condizionata. Per la seconda metà, invece, me lo sono immaginato come un Gaspard Ulliel dalla chioma biondo platino. Sì, lo so, sono strana. 

Per quanto riguarda la trama non ho molto da aggiungere, rispetto a quello che ho scritto all'inizio, anche perché non vorrei farvi spoiler - sto dando per scontato che dopo aver finito di leggere questo post e anche prima, preferibilmente, andrete a ordinare il libro ASAP. Posso dirvi giusto che non sono mai riuscita ad annoiarmi, durante la lettura, un po' perché l'autrice ha fatto in modo di evitare punti morti nel racconto, un po' perché c'era sempre la curiosità di sapere come la situazione si sarebbe evoluta, un po' per l'amore che ho provato fin da subito per i personaggi e un po' - un gran bel po' - per via del modo di scrivere della Capaldi. Quindi direi di passare subito a quello e al diavolo. 

La narrazione è veloce e immediata. L'autrice non si perde mai in spiegoni lunghissimi, né in descrizioni inutili che rallentano la storia senza alcun motivo. Tutto ciò che ci serve sapere lo sappiamo, sempre. Oltretutto ho apprezzato tantissimo l'evidente lavoro che c'è stato dietro la stesura della storia, incentrato soprattutto sull'accuratezza storica. Non è quell'accuratezza storica buttata lì a caso per una malcelata voglia di fare la sborona: ogni singolo dettaglio che ci viene fornito, sulla società di quei tempi - dalle città europee all'impero azteco - è strettamente legato alle esigenze narrative. Niente sa mai di fuoriluogo, di messo lì per fare bella figura, di sovrabbondante. Potrà sembrare una qualità ovvia e comune, quella di non strafare e di non inserire informazioni del tutto inutili alla trama, ma state certi che non è così per niente: questa capacità è un tesoro. Come quella di creare un personaggio al contempo adorabile e terrificante come Rakgat, che ho amato con tutta me stessa per ogni secondo della lettura e che continuerò a ricordare con affetto anche dopo. 

E niente, spero che questo mio blabberiggio vi abbia in qualche modo convinti che questa lettura vale la pena di essere affrontata. Perché si tratta di un libro al contempo divertente e pieno di anticipazione, con dei momenti - specialmente verso la fine - che sono in grado di scaldare il cuore. Credo che chiunque possa leggerlo e rimanere estasiato. Quindi andate. Andate e sfogliate! 


Firmato: la vostra estasiata HateQueen di quartiere.
 
P.S. Siete ancora in tempo per partecipare al BlogTour del mio romanzo e vincerne una copia gratuita! Qui tutte le informazioni e la lista delle tappe già pubblicate!

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Nooo, macché! Il tuo libro mi ha fatta impazzire, non scherzo!

      Elimina
  2. Sembra bellissimo *-* adoro i libri di questo genere, ma purtroppo pochi valgono davvero! E questo sembra essere uno di quei pochi :) Bellissima recensione

    RispondiElimina