06/03/17

RECAP FEBBRAIO 2017 | Libri, film, serie tv e smadonnamenti del mese

Hellooo, my babies! 
Eccoci qua con il secondo post degli smadonnamenti del mese, questa volta incentrato su Febbraio! L'ultima volta ho pubblicato con ben otto giorni di ritardo, mentre oggi... solo con sei. Dai. Sto migliorando. 
Lo scorso mese ho postato pochissimo e faccio schifo, per questo, ma giuro che ho delle cose in serbo. Tipo una nuova recensione e il primo aggiornamento sulla mia reading challenge, che per il momento sta andando alla grande! 
Comunque, ecco qui le cose che ho letto/visto questo mese.


Libri:


Se nasce femmina la chiamo Belèn - Gianluca Morozzi, Sara Vannelli, Alberto De Poli, Mara Munerati, Alessandro Turati, Davide Madeddu, Giuliana Acanfora, Elvio Calderoni, Laura Simonetta Simolimo, Simone Marzini, Barbara Zanella e Francesco Consiglio

"Se nasce femmina la chiamo Belen!" è una stravagante commedia d'altri tempi, piena di surreale metallo pesante. Quasi una parodia hard boiled, musicale e allucinogena, fatta di cartoon e divertimento. Mezzo chilo di follia, grazie.Inaugura l'estrosa collana POP questa collection di racconti oltremodo creativi, con interpreti straordinari della nuova narrativa italiana. Tratta da un concorso letterario culto, di PescePirata.it, già oggetto di studio dei Centri di Salute Mentale. 

Ecco il primo libro che ho letto in questo mese, offertomi molto gentilmente in omaggio da Edizioni la Gru quando ho acquistato da loro la racconta di racconti di Mattia Grossi - qui la recensione - e "In dispensa, bile", di cui vi parlerò tra poco. Si tratta, come avrete capito, di una raccolta di racconti di tanti autori diversi, tutti utenti di questo forum di scrittura, "PescePirata", e che avevano partecipato a un contest. Da quello che ho capito venivano loro offerti dei prompt - parole, argomenti di ispirazione - e dovevano usarne il più possibile per scrivere un racconto breve - infatti in tutti i racconti ci sono delle tematiche simili, anche se tutte trattate in modi molto differenti. 
Devo dire che questo forse ha un po' influito sulla qualità di alcune storie, perché secondo me quando scrivi un racconto o un romanzo dovresti farlo perché vorresti comunicare qualcosa, non per provare a infilarci dentro tutte le stramberie che ti vengono in mente e provare a renderlo il più assurdo e scioccante possibile. Nel senso: assurdo e scioccante CI PIACE, ma non a casaccio. Altri racconti, invece, scritti con la testa - per quanto fuori questa testa potesse essere - mi sono molto piaciuti. Insomma, alla fine resta una raccolta di racconti piacevole che consiglierei come lettura leggera, cosa che vuole essere fin dal principio. Non nego che leggerla sia stato divertente!


Cambion - Veronica Riga


Celeste è sicura di avere una vita noiosa. Abita a Londra, la capitale delle stranezze, e lavora in un Hotel che ospita viaggiatori di ogni tipo. A soli diciotto anni ha già visto le sfumature del mondo, e nulla riesce più a sorprenderla.
Quando si ritrova a dover fare da guida turistica a Cameron, un ragazzo della sua età dai capelli rosso fuoco, le sue giornate iniziano a movimentarsi sino al limite dell'impossibile.
Cameron è diverso dagli altri. Con le braccia tatuate, una camera piena di icone religiose e la strana abitudine di parlare da solo, sembra coinvolto in un omicidio avvenuto il giorno del suo stesso arrivo a Londra. Un omicidio a cui Celeste ha assistito, ma che sembra non essere in grado di ricordare...
David farebbe di tutto pur di salvare la vita a Elìas, il mezz’angelo di cui è innamorato, anche fare un giuramento mortale. Dovrà vincere il Torneo a cui partecipano i Cambion, e trovare così il corpo adatto a ospitare il Principe degli Inferi. Se dovesse fallire, Elìas morirà e le loro anime verranno divorate dal demone con cui ha stretto il patto: Asmodeo, suo padre.


Aaaah, yes. Veniamo a "Cambion", di Veronica Riga, urban fantasy edito da Bibliotheka Edizioni che ho adorato. Se vi piace la saga di "Shadowhunters" ve lo stra-consiglio, perché tratta sempre quel genere di tematiche - angeli e demoni - anche se in chiave un po' diversa e in qualche modo più "pesante". Nel senso che secondo me si rivela un romanzo per certi versi più maturo, interessante non solo per la componente romantica - che in "Shadowhunters" è a dir poco SOFFOCANTE - ma anche per la storia in sé! E poi Celeste non è una protagonista-lagna come Clary, anche se non è il mio personaggio preferito. Il migliore, infatti, è decisamente David - quello innamorato del mezz'angelo, esatto. Trovo che sia quello meglio tratteggiato, anche se pure gli altri, in primis Cameron, non scherzano per niente. Presto o tardi comunque pubblicherò una recensione e magari anche un'intervista con l'autrice, quindi rimanete sintonizzati per saperne di più! 

The Boy Band - Goldy Moldavsky 

Hadley ha quindici anni e una vera ossessione per i Ruperts, la boy band del momento. Ecco perché, insieme alle sue tre amiche del cuore, affitta una stanza nello stesso hotel di New York in cui alloggerà il gruppo. Spera di poter incontrare i suoi idoli. Le cose però prendono una piega del tutto inaspettata quando unadelle ragazze incrocia per caso Rupert P., il membro meno amato della band, ma pur sempre il suo preferito. Incapace di contenere l’entusiasmo, gli si getta al collo con tanto slancio che finisce per tramortirlo.
In un attimo, il poveretto si ritrova nella camera delle fan, legato e imbavagliato. Il suo telefonino sequestrato e tutti i suoi segreti nelle mani avide delle quattro amiche. Hadley però si sente in colpa ed è pronta a tutto per liberarlo. Anche a rischiare il carcere o, peggio ancora, a litigare con le amiche. Per chiarirsi le idee lascia la stanza per pochi minuti, pochi minuti soltanto. Ma al suo rientro il cantante è morto.Tutte e tre le amiche si dichiarano innocenti, eppure… Hadley sa che non può più fidarsi di nessuno. Così, in una lunga notte piena di colpi di scena, dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita: tradire le amiche e confessare tutto, oppure tradire il grande amore – i Ruperts – e farla franca.

Ho raccolto questo romanzo da uno scaffale per la prima volta pensando: "Dio mio, non ci provano neanche più a nascondere queste cazzo di fan-fiction!" Poi ho letto la trama e mi sono detta: "deve essere mio!"
Me lo sono ingoiato - parliamo di 400 pagine di libro - in due notti, e quando l'ho finito mi sono stesa sul letto e sono rimasta per un po' lì ad abbracciarlo. L'ho amato. A parte il fatto che è assurdo e scioccante, proprio come dicevo che da queste parti CI PIACE. A parte il fatto che è divertente, che ha quella componente thriller che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine, che i personaggi sono tutti folli e interessanti e che parla di un'amicizia al confine della morbosità tra due ragazze - argomento di cui amo sempre leggere - A PARTE TUTTO QUESTO... io penso che Goldy Moldavsky abbia capito ogni cosa. Le sue riflessioni sul fenomeno boy band all'interno di questo libro, dalle positive alle estremamente negative, sono tutte così corrette, secondo me, e in grado di aprirti la mente, che trovo che chiunque dovrebbe leggerlo. Sia chi ama alla follia le boy band - magari per darsi un attimino una regolata - sia chi le odia - per mettersi per una volta nei panni delle ragazzine che non possono farne a meno, invece che giudicare senza neanche provare a comprendere. 


In dispensa, bile - Meri Nigro 


"In dispensa, bile" è una storia emotivamente violenta. La storia di un criminale. La storia di una persona che per le sue insicurezze butta via la propria vita e finisce marchiata a fuoco da una società impietosa e incapace di andare oltre la teoria dell'etichettamento. L'autrice narra questo punto di vista, ma non lo fa con empatia. Lo fa e basta. Scorre la sua lente d'ingrandimento sui fatti. Meri è una verista ed esattamente come Verga, che prese Rosso Malpelo come protagonista di una novella, recupera un uomo gettato nella discarica sociale e cerca di restituirgli dignità. La dignità umana.

"Emotivamente violento" è il termine corretto per definire questo libro. Comprandolo mi aspettavo di trovare violenza fisica e verbale, di leggere la storia di un uomo violento e di assistere alla sua violenza. Il libro, invece, parla del prima e del dopo l'atto di violenza, accennando solo brevemente al momento in cui effettivamente la violenza viene compiuta. Questo da una parte mi ha delusa e dall'altra mi ha profondamente colpita, e leggere i pensieri del protagonista - leggere delle sue insicurezze, delle sue sfortune, della sua vita distrutta che non riesce a riparare in alcun modo - è stato come un pugno dritto al cuore della durata di 138 pagine. 



Film:


Kick-Ass 2 

Dave Lizewski si è ritirato dalla lotta contro il crimine rinunciando al suo costume di Kick-Ass. Le sue azioni hanno però ispirato altri cittadini a diventare supereroi della vita reale. Dave decide di tornare Kick-Ass e unirsi al club di questi nuovi supereroi. La fidanzata di Dave, Katie i rivolge a Mindy MacReady per avere un addestramento prima di tornare ad essere KickDeauxma, si accorge del suo strano comportamento e, pensando che la stia tradendo con Mindy, lo lascia. Nei panni di Kick-Ass Dave viene accolto alla Justice Forever, gestita dal Colonnello Stars and Stripes. Intanto Chris D'Amico, sconvolto dalla morte della madre, decide di voltare le spalle alla sua precedente incarnazione da eroe e di diventare il primo supercattivo della vita reale, facendosi chiamare Motherfucker, con l'obiettivo di vendicarsi di Kick-Ass. 

Di solito dai sequel non mi aspetto molto, ma sapevo che questo sarebbe stato grande... e così è stato. Se non avete visto il primo film - ne ho parlato qui - vi sconsiglio di leggere quello che sto per scrivere. E niente, come precisato anche nella trama che ho copincollato qua sopra, il nostro Kick-Ass decide di unirsi a uno strampalato gruppo di supereroi che si fa chiamare Justice Forever - i nickname in questo film sono tutti così basic che mi uccidono - che comprende anche Turk di Scrubs e Jim Carrey in versione Captain America che riprende sempre tutti per il loro LINGUAGGIO - se non avete visto gli ultimi film degli Avengers non potete capire. Il film è ambientato due anni dopo il primo, quindi ci ritroviamo anche una Hit-Girl alle prese con l'adolescenza e le mean girls della sua scuola - si risolverà in una tempesta di merda, ve lo dico già da subito. Oh, e abbiamo Red Mist in versione super villain, con la sua banda di super villains! Una roba imperdibile, insomma. Sangue, lacrime, stronzate allucinanti... il perfetto seguito per un film perfetto. 

Penelope 

Penelope, la figlia venticinquenne di due ricchi aristocratici, a causa di una maledizione scagliata sulla sua famiglia anni prima, ha il naso e le orecchie da maialeLa maledizione potrà essere spezzata solo quando qualcuno dello stesso genere della ragazza, quindi un nobile, riuscirà a vedere oltre l'apparenza del suo naso e ad amarla per ciò che lei è realmente. I genitori, appena la bimba nasce, vedendo il suo naso decidono di inscenare la sua morte e nasconderla. Un giornalista nano, però, si intrufola nella dimora e riesce a vedere e fotografare di sfuggita la neonata prima di venire cacciato dalla madre, Jessica, che lo ferisce all'occhio destro. Penelope cresce chiusa in casa, senza mai uscire. Quando compie 18 anni la madre contatta un'agenzia di appuntamenti molto chic che possa far conoscere alla ragazza dei giovani aristocratici.
Questo è il classico film di cui da piccola mi sarei innamorata e che ora... beh, pure ora mi è abbastanza piaciuto. Piuttosto smielato e scontato, forse, ma anche di una dolcezza assurda. Cristina Ricci e James McAvoy sono fantastici - lui era piccoliiissimo! - e poi abbiamo anche un Peter Dinklage in versione giornalista. La cosa più bella è forse l'ultima: ho letto parecchio tempo fa un'intervista in cui Dinklage si lamentava dei ruoli spesso imbarazzanti che vengono offerti alle persone affette da nanismo e diceva che lui ha deciso molto presto di smettere di interpretare elfi di Babbo Natale e robe simili. Infatti in questo film interpreta un semplice giornalista e nessuno fa stupide battute a riguardo. Non so se mi sono ben spiegata, ma è bello che sia riuscito a interpretare una parte che avrebbe potuto interpretare chiunque altro, e soprattutto un ruolo non imbarazzante. Comunque, questo film vale la pena di essere visto anche solo per la scena in cui James McAvoy mostra quanto faccia schifo a suonare qualsiasi cosa - link. L'avrò vista un centinaio di volte! 
Insomma: divertente, leggero, heart-warming. Raccomandato per una serata poco impegnativa.

Split 


Anche se Kevin (James McAvoy) ha mostrato ben 23 personalità alla sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), ne rimane ancora una nascosta, in attesa di materializzarsi e dominare tutte le altre. Dopo aver rapito tre ragazze adolescenti guidate da Casey (Anya Taylor-Joy, The Witch), ragazza molto attenta ed ostinata, nasce una guerra per la sopravvivenza, sia nella mente di Kevin – tra tutte le personalità che convivono in lui - che intorno a lui, mentre le barriere delle le sue varie personalità cominciano ad andare in frantumi.


Qui passiamo da un Jamestremo all'altro - ragazzi, fate molta attenzione perché potreste aver appena assistito alla battuta migliore della storia dell'umanità. Forse da questo film mi aspettavo di più, anche solo per il fatto che ci viene anticipata questa storia delle ventitré personalità ma nel film ne vediamo circa otto, se non di meno - non ho tenuto il conto. Il plot twist finale mi è passato sopra la testa - non l'ho capito se non dopo una ricerca approfondita - perché di Shyamalan avevo visto solo "Il sesto senso", finora. Comunque è un bel thriller che sa intrattenere, e James McAvoy è bravissimo come sempre. Forse il film mi sarebbe piaciuto di meno, se la sua parte fosse stata data a qualcun altro. 

Regali da uno sconosciuto 

Al centro del film la domanda: che cosa accadrebbe se qualcuno a cui in passato si è fatto del male ricomparisse dopo un incontro casuale? Simon (Jason Bateman) e Robyn (Rebecca Hall) sono una giovane coppia di sposi la cui vita procede tranquillamente fino a quando un incontro casuale con un conoscente di Simon getta la loro vita in una spirale di esperienze sconvolgenti. All'inizio Simon non riconosce Gordo (Joel Edgerton) ma, dopo una serie di incontri indesiderati e regali misteriosi dai significati inquietanti, un orribile segreto riemerge dal passato dopo oltre vent'anni. Quando scopre l’inquietante verità su ciò che è accaduto tra Simon e Gordo, Robyn comincia a porsi delle domande: quanto conosciamo realmente le persone più vicine a noi e ci si può davvero lasciare il passato alle spalle?

Questo volevo vederlo sin da quando ho beccato il trailer al cinema, qualche mese fa, e devo dire che per certi versi è meglio di quanto mi sarei aspettata, ma per altri è peggio. È meglio perché i personaggi principali sono molto più interessanti dei classici protagonisti dei thriller. Ti fanno credere di essere i classici moglie e marito innocentini e felici che si trasferiscono in una nuova casa, ma poi cominci ad accorgerti delle loro sfaccettature nascoste. Specialmente Simon, il marito, è un personaggio molto reale e pieno di difetti: ho amato odiarlo. Ciò che mi ha delusa è stata l'ansia: non ce n'era abbastanza. Voglio dire, il mio ragazzo è uscito molto angosciato, da quest'esperienza, perché i thriller non riesce proprio a reggerli - lo thrillano fin troppo e non ci è abituato - ma io ho visto di peggio. Si tratta comunque di un bel film, per carità, con un bel finale cattivissimo che ci piace sempre molto. 

L'Esorcista 

Il ritrovamento di una piccola statuetta e di altri reperti in un sito archeologico nel nord dell'Iraq preoccupa molto l'esperto padre Lankester Merrin. A Georgetown, negli Stati Uniti, l'attrice Chris MacNeil, divorziata e impegnata in un set cinematografico, si trova alle prese con lo strano comportamento della figlia adolescente Regan, la quale, dopo aver giocato con una ouija board trovata in casa, manifesta chiari segni di instabilità. Dapprima si pensa a qualche tipico problema psicologico adolescenziale, ma ben presto Chris capisce che la scienza non può nulla: sua figlia è alle prese con qualcosa di soprannaturale. Così cerca aiuto presso padre Karras, un sacerdote che però è tormentato dal dubbio di aver perso la fede. Quello che ci vuole è un vero esorcista perché la lotta che si prospetta è dura, contro il demonio che ha preso possesso della ragazzina.

Sì. Non avevo mai visto l'Esorcista. Cioè, avevo provato a vederlo quando avevo undici/dodici anni con la mia migliore amica dopo una serata di dolcetto o scherzetto - di solito dopo aver raccolto i nostri bottini ci rifugiavamo a casa mia a guardare qualche film horror che avevamo affittato dal buon vecchio BlockBuster, pace all'anima sua - ma non siamo riuscite a finirlo perché ci spaventava troppo. Ovvio che vedendolo adesso mi ha fatta più che altro ridere, ma erano risate buone. Questi film antichi mi sorprendono sempre. Tipo la scena in cui la bambina obbliga la madre a... leccargliela!? QUANTO CAZZO ERANO MALATI QUELLA VOLTA!? 

Moana



In principio c'era solo l'Oceano, finché non emerse l'isola madre Te Fiti. Il suo cuore, una piccola pietra verde, aveva il più grande potere magico mai conosciuto: creare la vita. Col tempo, in molti cominciarono a scoprire questo potere, finché un giorno il cuore venne rubato dal semidio mutaforma Maui per donarlo all'umanità. Durante la sua fuga, Maui venne attaccato dal demone di lava Te Kā, provocando la caduta del cuore e del suo magico amo da pesca nell'Oceano. Da quel momento, non si seppe più nulla del semidio. Mille anni dopo, la piccola Moana Waialiki, figlia ed erede del capo della piccola isola polinesiana di Motunui, viene scelta dall'Oceano stesso per ripristinare il cuore della dea.

Classico film Disney da cui mi aspettavo molto e che alla fine è stato carino, ma niente di che. Tipo "Frozen" o "Brave". MICA COME "RAPUNZEL" CHE SPACCA I CULI A TUTTI.
L'adattamento italiano fa rabbia, infatti dopo dieci minuti ho dovuto mettere in pausa e caricare la versione in inglese. A PARTE IL FATTO CHE MOANA IN ITALIANO SI CHIAMA VAIANA. V A I A N A . E sapete perché!? PER VIA DI MOANA POZZI. MA CI RENDIAMO CONTO!? COME SE I BAMBINI SAPESSERO CHI È MOANA POZZI. COME SE FOSSE NORMALE CHE IN ITALIA SE DICI "MOANA" PENSANO TUTTI A UNA PORNO STAR. Vabbè. Non ho parole. E le canzoni sono semplicemente inascoltabili. Una volta eravamo bravi negli adattamenti. Adesso siamo diventati scemi. 

In inglese alla fine è tutto molto carino. Ho adorato sentir cantare The Rock, ma la scena del granchio luccicante potevano risparmiarsela, è stata di un'inutilità unica. Però quant'è bella la computer grafica? Quant'è bella Moana? Quanto sono belli I SUOI CAPELLI? Molto.


Serie tv:


Dirk Gently, Agenzia di Investigazione Olistica 


Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica è un thriller comico che segue le bizzarre avventure dell’eccentrico detective “olistico” Dirk Gently e del suo riluttante assistente Todd, mentre affrontano un grande e apparentemente insensato mistero, attraversando percorsi improbabili con uno stuolo di personaggi selvaggi e a volte pericolosi, mentre ogni episodio li porta sempre più vicini alla verità. 

Ve lo dico subito: ho cominciato a vedere questa serie praticamente solo perché c'è Elijah Wood. Io AMO Elijah Wood. In molti ancora faticano a vederselo fuori dal ruolo di Frodo, mentre io quando lo guardo non posso credere che sia stato proprio lui. È un attore fantastico che sta facendo tanta strada, e adoro vederlo ovunque - un po' come con Daniel Radcliffe, la mia situazione è la stessa. Ho adorato Elijah Wood nella serie tv "Wilfred" - che vi consiglio tantissimo perché è assurda, divertentissima e commovente - e l'ho adorato anche qui - in un'altra serie tv assurda, divertentissima e commovente. Diciamo che il ruolo del personaggio "normale" catapultato in situazioni del tutto fuori dall'ordinario gli riesce mooolto bene. 
Quando mi hanno parlato per la prima volta di Dirk Gently mi hanno detto che è fondamentalmente una storia che parla del Dottore - quello di Doctor Who, s'intende - e in effetti ci ho trovato molte somiglianze. Per chi non lo sapesse, questa serie tv è tratta dal libro di Douglas Adams, autore anche di "Guida Galattica per Autostoppisti" e di svariati libri di Doctor Who e persino episodi della serie classica. Quindi non c'è niente di strano nel fatto che si sia appassionato alla figura del Dottore e forse abbia deciso di reinterpretarla a modo suo, con il suo strampalato detective olistico Dirk Gently - personaggio volutamente irritante ed eccentrico che risolve misteri basandosi non sulle prove tangibili, ma sul proprio istinto e su dove il destino lo porta... abbastanza familiare, no? 
La serie - appena otto episodi, per ora - me la sono divorata, complici i cliffhanger alla fine di ogni episodio e la simpatia di tutti i personaggi, a cui è impossibile non affezionarsi subito. Poi è una di quelle storie con un sacco di piccoli dettagli, piccole domande che piano piano ottengono le loro risposte. Ti si presenta davanti come un puzzle disordinato che si ricompone da sé man mano che la storia prosegue. Se vi piacciono le situazioni comiche e disperate, i misteri e i personaggi fuori di testa, questa è la serie che fa per voi! 


E direi che con i miei fiction-smadonnamenti abbiamo finito. 
Per quanto riguarda la vita vera, Febbraio è stato un mese a dir poco stressante. Con il libro ci sono stati altri problemi, e dopo una serie infinita di telefonate a destra e a manca - per qualche giorno mi sono trasformata in una specie di call center - sembra tutto risolto. Il blog tour è fermo, e temo che dovrò annullarlo. Mi spiace molto per chi era interessato e voleva partecipare, ma in compenso ho una bella sorpresa per voi, che potrò rivelarvi solo tra qualche settimana. 
Per adesso vi saluto, però. Ci risentiamo presto con la recensione di "Cambion"! 

Firmato: la vostra call-center HateQueen di quartiere.

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